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Il cammino delle libertà

Chiese evangeliche valdesi di Bordighera-Vallecrosia Sanremo Imperia
Pubblicato da in Riflessioni ·
Il 17 febbraio 1848, Carlo Alberto di Sardegna, un re famoso anche per le sue mille titubanze, emanò le Lettere patenti che riguardavano i Valdesi, fatti oggetto dai suoi antenati di persecuzioni anche crudeli. Questo documento così si conclude: "I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de' Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici.”
Si può osservare che questa libertà era parziale, perché continuava a negare loro la libertà di culto. E tuttavia le Lettere patenti del 17 febbraio 1848 possono essere a giusta ragione considerate il primo passo sulla via del riconoscimento di una più ampia gamma di diritti che trasformeanno i sudditi in cittadini. E infatti,  appena ventun giorni dopo, e cioè il 5 marzo, fu promulgato lo Statuto albertino che fece  del Regno di Sardegna una monarchia costituzionale e resterà sempre in vigore in quello Stato, per diventare poi, dal 1861, il fondamento costituzionale del Regno d'Italia.
 
Si può osservare che questa libertà era parziale, perché continuava a negare loro la libertà di culto. E tuttavia le Lettere patenti del 17 febbraio 1848 possono essere a giusta ragione considerate il primo passo sulla via del riconoscimento di una più ampia gamma di diritti che trasformeranno i sudditi in cittadini. E infatti,  appena ventun giorni dopo, e cioè il 5 marzo, fu promulgato lo Statuto albertino che fece  del Regno di Sardegna una monarchia costituzionale e resterà sempre in vigore in quello Stato, per diventare poi, dal 1861, il fondamento costituzionale del Regno d'Italia.
Purtroppo, in materia di libertà religiosa, non era ancora tutto chiarissimo neppure nello Statuto, visto che esso riconosceva la religione cattolica come unica religione di stato e affermava che "gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi". E tuttavia ci furono successivi editti sui diritti civili (e poi anche politici) degli ebrei e, soprattutto, la Legge Sineo (19 giugno 1848, n. 735), che affermava che "la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici e all’ammissibilità  alle cariche civili e militari". L'idea di proporre il 17 febbraio come "giornata nazionale della libertà di coscienza, di religione e di pensiero" risale al 2006,  quando l'Associazione torinese di volontariato "Più dell'oro" si fece promotrice di tale iniziativa, incassando l'adesione del Sinodo valdese del 2006 . Non solo, ma il 30 gennaio 2008, l'on. Valdo Spini aveva presentato una sua proposta di legge sull'argomento. Tre importanti anniversari da ricordare nella storia del nostro paese: Il primo, il più lontano nel tempo, è quello del 17 febbraio 1848, quando nel nostro paese iniziò il cammino della libertà religiosa. Le Lettere Patenti, l’editto emanato, dopo i secoli della repressione e del ghetto alpino. Un provvedimento dovuto anche alle circostanze politiche europee che indicava una direzione nuova: la libertà di professare una religione diversa da quella dello Stato senza che per questa ragione venissero meno i diritti di cittadinanza. Il secondo anniversario è più vicino a noi: L’Assemblea costituente (1946-1947) che varò la Costituzione italiana. Il terzo: la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948. Quest’ultimo testo a carattere universale, a sua volta s’ispirava alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, che rappresenta il frutto giuridicamente più maturo della Rivoluzione francese.  In particolare l’art. 10 che afferma: 'Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla Legge'. Tre anniversari da serbare nella memoria storica occidentale, nazionale e internazionale.


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