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DALLA NOSTRA CIRCOLARE

Chiese evangeliche valdesi di Bordighera-Vallecrosia Sanremo Imperia
Pubblicato da in Riflessioni ·
La domenica di Pentecoste a Bordighera         
Un gioioso evento ha rallegrato ulteriormente la comunità di Bordighera nel giorno di Pentecoste: l'ammissione quale nuovo membro di chiesa di Elisa Rubboli, tramite la sua confermazione. Elisa Rubboli, che è approdata alla Casa valdese di Vallecrosia nel 2014, è nata a Reggello in provincia di Firenze, dove vivevano i suoi genitori. I saldi principi cristiani della sua famiglia hanno accompagnato e fatto da guida a Elisa che fin da piccola è vissuta in un'atmosfera di serena fede religiosa. Tutto questo ha fatto nascere in lei quei sentimenti di solidarietà, di desiderio di condivisione, di collaborazione e di servizio che hanno determinato le sue scelte di vita. Elisa ha incominciato il suo cammino di fede nella comunità evangelica della Chiesa dei Fratelli di Firenze, ha ricevuto il battesimo nel 1990, ha frequentato il Centro di Formazione Diaconale, dove ha approfondito le tematiche inerenti alla diaconia e si è avvicinata definitivamente alla Chiesa valdese facendo propri i principi della diaconia intesa come "servizio reso a coloro che hanno bisogno, quale segno dell'amore gratuito di Dio nei confronti di tutte e di tutti". Con queste parole Elisa ha chiuso il suo discorso di presentazione alla comunità. Tutti abbiamo ascoltato commossi le parole del pastore e la solenne promessa di Elisa, e ci siamo uniti nella preghiera comune perché il Signore segua sempre Elisa con la sua benedizione. Il culto è stato allietato dal canto di diversi inni, fra i quali "lieta certezza" (311), particolarmente indicato per questa circostanza. Lasciatemi aggiungere un'ultima impressione personale: che cosa notiamo al primo incontro con Elisa? Il suo splendido sorriso, che ci fa provare subito simpatia, affetto e serenità. La cerimonia si è conclusa con un rinfresco offerto dalla comunità agli ospiti presenti, seguito da una festosa agape alla Casa valdese di Vallecrosia. (Anna Cohen)

Passi per ricordare (IV edizione)
L’8 maggio scorso ci siamo ritrovati al confine italo francese e precisamente al Passo del Cornà (1046 mt s.l.m.), per una giornata dedicata alla memoria di tutti coloro che in passato avevano utilizzato questi percorsi in cerca di libertà. Nel 1938 numerosi ebrei erano partiti da Ventimiglia dopo la promulgazione delle leggi razziali e si erano rifugiati nei villaggi a nord di Mentone, ma gli stessi avevano poi percorso il cammino in senso inverso, nel 1943, per cercare rifugio in Italia a seguito dei rastrellamenti dei nazisti in Francia. È una storia complessa e dolorosa che da alcuni anni è rievocata in occasione di un raduno a cui partecipano persone appartenenti a diverse confessioni religiose, studenti e insegnanti, associazioni e studiosi, membri dell’Anpi e persone che semplicemente vogliono partecipare per ricordare.
È la prima volta che partecipo, con Sergio abbiamo scelto il percorso francese con partenza da Castellar, guidati da Gian Paolo Lanteri, sempre molto disponibile a raccontarci episodi storici, ed è soprattutto a lui che dobbiamo il successo di questa iniziativa. Arrivati al Passo del Cornà abbiamo incontrato le persone salite da Ventimiglia e qui abbiamo conosciuto Lucetta e Piero, una coppia di valdesi che sono partiti da Torre Pellice per condividere con noi la camminata del “ricordo”.
L’aria frizzante di montagna è stata di stimolo per il nostro appetito e una simpatica convivialità si è creata grazie anche alla generosità dei volontari della Protezione Civile, arrivati fin lassù in jeep con abbondanza di thè caldo e pizze.
Nessuno è stato dimenticato nel messaggio di benvenuto di Gian Paolo e le parole dei vari partecipanti, anche attraverso poesie e preghiere, sono risuonate nel silenzio di quel luogo di confine dove un teatro naturale ci ha accolti in un’atmosfera davvero toccante. (Wanda Malan)

Veglia contro l’omofobia
Martedì 17 maggio in occasione della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia abbiamo aperto le porte del Tempio di Sanremo per una Veglia in cui abbiamo celebrato un breve Culto e ascoltato le testimonianze di varie persone che hanno conosciuto la discriminazione. Il pastore ha riflettuto sul testo del Vangelo di Giovanni, “Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri”, mentre Ciro Scelsi ha letto il testo che segue e ci ha guidati in una gestualità significativa in cui ciascuno dei presenti ha consegnato una pietra, spesso usata per colpire, per costruire un ponte e acquistare voce, la nostra voce. Alle molte persone convenute da varie parti del Ponente e in particolare (ma non solo) dall’Arcigay di Imperia e Sanremo, abbiamo offerto un aperitivo di amicizia.
 
E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? (Lc 11,11). Da sempre le persone omosessuali hanno vissuto la terribile esperienza di vedersi negate l’accettazione, la cura e la difesa proprio da parte di chi avrebbe dovuto sostenerle e proteggerle; sia che si tratti della famiglia di origine o, nelle vere e proprie persecuzioni, dagli organi di governo e dagli stati. Questo non solo in regimi non democratici e dittatoriali, ma anche nel cuore delle società, che improntano la loro sussistenza sul rispetto dei diritti umani e civili dei propri membri.
Le pietre sono stato lo strumento reale o simbolico di omicidi di persone la cui unica colpa è quella di non appartenere alla variante della sessualità statisticamente più rilevante di una società. Ma se costoro tacciono, le pietre grideranno (Lc 19,40). Non è possibile ridurre al silenzio il grido senza voce di chi è perseguitato, di chi perde la propria vita in modo assurdo; queste pietre gridano, testimoniano; un po’ come l’usanza ebraica di portare un sassolino sulla tomba in memoria dei propri cari.
Queste pietre hanno eretto muri, ma anche costruito ponti; nella sfida odierna desideriamo che le pietre stesse del nostro tempio acquistino voce, si aprano a un futuro di progetto e di speranza; siano la casa che accolga veramente tutti; siano pietre che nutrono e trasformano lo spirito umano. (Ciro Scelsi)

Eventi teatrali presso le Chiese del Ponente
Il GTA (Gruppo Teatro Angrogna) è tornato da noi nella settimana dal 23 al 29 maggio per alcune rappresentazioni presso le nostre Chiese e le Case Valdesi di Vallecrosia e Pietra Ligure con due dei fondatori del gruppo: Maura e Jean Louis.
Un pubblico molto eterogeneo si è riunito per assistere ai tre concerti di Vallecrosia, Bordighera e Sanremo e ovunque l’emozione è stata altissima, con apprezzamenti che hanno superato ogni aspettativa.
“LI VALDES”, o “I valdesi: storie e canti di un popolo chiesa” è uno dei classici del loro repertorio, sempre molto apprezzato in quanto testimonianza della nostra lunga storia che vale la pena ripercorrere ogni tanto.
JACOPO LOMBARDINI (Gragnana 1892 - Mauthausen 1945) è invece la storia di un repubblicano convinto che ha dedicato la sua vita alla causa della libertà e che si converte alla fede evangelica nel 1924. Per le sue scelte di vita, che passano attraverso la lotta partigiana contro il nazifascismo, viene portato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove muore il 24 aprile 1945, proprio alla vigilia della Liberazione.


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