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Riflessioni sul Sinodo 2015

Chiese evangeliche valdesi di Bordighera-Vallecrosia Sanremo Imperia
Pubblicato da in Riflessioni ·
Il Sinodo delle chiese valdese e metodista  si è svolto dal 23 al 28 agosto 2015. Quest’anno, la predicatrice designata dal seggio del Sinodo precedente è stata la pastora Erika Tomassone. Durante il culto di apertura è stata consacrata al ministero pastorale  Eleonora Natoli ed è stato presentato Timothy TenClay, pastore della Chiesa riformata d’America, che lavorerà in Italia per un progetto di missione.
Nel sermone del culto di apertura, la pastora Tomassone ha parlato di viaggio, spaesamento, estraneità  e la predicazione è stata incentrata sul testo noto come «Il segno del profeta Giona» (Luca 11, 29-32). Non a tutti piace viaggiare, ma quando si parla della vocazione che Dio rivolge alla sua Chiesa, il viaggiare si impone. «Se non ti sposti, se non vivi uno spaesamento umano davanti a Dio, c’è qualcosa che non va». Invece di abbandonarti con piena fiducia all’incontro con quel Dio che si è spaesato per venire fino a te e portarti liberazione e che ti vuol mettere in cammino, ti arrocchi, ti difendi, ti trinceri nel tuo paese etico, teologico e spirituale». Ma Gesù viene a scompaginare le nostre certezze, ci invita a sconfinare dai nostri recinti ideologici e teologici, per «incontrare l’estraneità»: : il segno di Giona. L’antica Parola biblica offre al Sinodo un’indicazione chiara in questo presente impregnato di pregiudizio e ostilità verso ciò che ci è estraneo e va fuori dai modelli tradizionali; è una bussola che orienta il cammino in questo tempo caratterizzato da frontiere, da  muri, da conflitti.
Nel suo saluto inaugurale, il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, ha ringraziato i numerosi ospiti presenti. Oltre ai rappresentanti dell’evangelismo italiano e internazionale, sono stati presenti mons. Bruno Forte, presidente dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana (Cei) e  don Cristiano Bettega, direttore dell’Unedi.
Tra i messaggi di saluto al Sinodo, è giunto quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In un telegramma indirizzato al moderatore, il presidente Mattarella ha parlato di libertà religiosa,  laicità e  dialogo. Anche papa Francesco ha inviato ai partecipanti al Sinodo il suo «cordiale e fraterno saluto, quale segno della sua spirituale vicinanza», in una lettera firmata dal segretario di Stato vaticano.
Tra i temi all’attenzione dei 180 sinodali – pastori/e  laici eletti dalle chiese locali – ci sono stati: la missione delle chiese nell’Italia e nell’Europa caratterizzate dalla crisi; l’interculturalità; l’essere chiesa insieme; le nuove famiglie; l’ecumenismo, anche alla luce della recente visita storica del papa alla chiesa valdese di Torino; il Cinquecentenario della Riforma nel 2017; la libertà religiosa in Italia; il Patto di integrazione tra metodisti e valdesi che compie 40 anni ed è stata un’esperienza molto concreta di “unità nella diversità”: due chiese sono diventate una ma senza schiacciare le reciproche identità. Una prospettiva che viene suggerita anche ad altre chiese.
Il Sinodo ha anche discusso  il tema dell’accoglienza dei rifugiati e dei migranti, a cui è stata dedicata la serata pubblica dal titolo «L’Europa comincia a Lampedusa», introdotta da Paolo Naso, con l’intervento dell’on. Mario Marazziti, presidente della Commissione diritti umani della Camera dei deputati e membro storico della Comunità di Sant’Egidio; del past. Massimo Aquilante, presidente della Fcei; Yvan Sagnet, sindacalista; Marta Bernardini, operatrice del progetto della Fcei «Mediterranenan Hope», presso l’Osservatorio di Lampedusa. Il moderatore Bernardini ha definito il problema un tema scottante, troppo strumentalizzato in chiave politica, obiettivamente complesso per cui si sollecitano risposte europee eque e coerenti, ma nel frattempo bisogna soccorrere queste migliaia di persone che giungono nel nostro paese dopo aver attraversato sofferenze e pericoli tremendi.
Al Sinodo è stato presentato un documento intitolato “Famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità” frutto del lavoro di alcuni anni di una nostra Commissione che si è confrontata con esperti vari e analizzato le esperienze e le riflessioni delle nostre chiese.  Ne è emersa la necessità di parlare di famiglie al plurale, perché è plurale l’esperienza  che si vive nella nostra società, così come è emersa la necessità di parlare sia di matrimonio sia di unioni stabili di coppie che non vogliono o non possono sposarsi. La Commissione di lavoro giungerà, si pensa per il 2017, a un compiuto documento sinodale su tutte queste materie.
È stata ampiamente valutata la visita di papa Francesco alla nostra chiesa e la sua richiesta di perdono per la lunga storia di persecuzioni che abbiamo subito da parte della sua chiesa. Si è trattato di un evento definito storico e che speriamo apra nuove prospettive di dialogo e collaborazione. Nell'ultima giornata di lavori il Sinodo valdese, in corso da domenica 23 a Torre Pellice, ha confermato per la quarta volta consecutiva il pastore Eugenio Bernardini Moderatore della Tavola


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