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Sanremo

Storia della nostra Chiesa

La Chiesa evangelica valdese di Sanremo deve la sua esistenza alle iniziative di personaggi stranieri. Tuttavia non è da escludere che un contributo significativo alla diffusione dei principi della Riforma nella Città dei Fiori provenne anche da Francesco Aprosio di Vallecrosia, già prete cattolico poi convertitosi al protestantesimo, al quale si fanno risalire le origini dell’opera evangelica nella stessa Vallecrosia. Opera che, in un secondo tempo, poté contare sul notevole appoggio dell’inglese Louise G.A.A. Murray (1822-1891), giovane vedova del maggiore Henry Boyce, la quale, in viaggio nell’inverno del 1864-1865 nella Riviera di Ponente su una diligenza diretta a Sanremo in compagnia del pastore R.D. Graves e della di lui consorte, ebbe a fare sosta a Bordighera. Avendo saputo dal proprietario dell’albergo presso cui sostò della presenza di un gruppo di evangelici che nella vicina Vallecrosia si riuniva con regolarità a casa del sindaco Alessio Biancheri - a sua volta conquistato all’evangelo per mezzo della predicazione dell’Aprosio - su invito del pastore Graves, Mrs. Boyce se ne mise a capo manifestando impegno e determinazione. In seguito essa si adoperò con grande energia perché la comunità valdese di Vallecrosia potesse tenere i suoi culti alla presenza di un pastore: dal 1867 al 1872 vi fu, ad esempio, il giovane pastore tedesco Paul Benemann, allievo del Collegio valdese di Firenze e giunto a Bordighera il 20 marzo 1867.

Nel gennaio del 1868 anche a Sanremo iniziarono le riunioni evangeliche. Sede provvisoria fu una camera dell’Hôtel Victoria, sito sull’attuale corso Cavallotti, ma l’opera non ebbe una continuazione. Nel 1876 il pastore Antonio Bartolomeo Tron, che stava a Vallecrosia, iniziò visite regolari con culti privati a Sanremo e con culti pubblici a Imperia Oneglia. L’opera di Sanremo andò lentamente consolidandosi e nel 1887 una sala di adunanza fu aperta in via Gioberti (sede presto abbandonata anche perché igienicamente poco idonea); al primo culto parteciparono circa 50 uditori. Non essendovi tuttavia un pastore residente, l’opera non riscosse notevoli progressi. Quando nel 1888 un pastore fu residente nella zona, e tale fu Giovanni Petrai, l’attività divenne regolare con tutti i settori e la chiesa nascente si rinvigorì. La stessa attività scolastica – per tradizione del mondo valdese congiunta all’attività di chiesa – ebbe un significativo incremento; alle spese della scuola si fece fronte con offerte locali.


Non è superfluo ricordare che anche la Scuola valdese di Sanremo fu da collegarsi alle iniziative di alcuni stranieri: si segnalarono dapprima, nel 1887, Miss Charlotte Murray che dovette partire dopo breve tempo; quindi, Mrs. Claude Braddon, la quale con l’aiuto di Miss Kay Shuttleworth riprese a far scuola nel 1884 in un modesto alloggio all’ultimo piano di via Gaudio al n. 6. Nel settembre del 1886 la scuola fu trasferita in Casa Gaglietto al n. 9 di via Umberto (oggi corso Mombello). Legata inizialmente al movimento dei plymuttisti (o Fratelli di Plymouth, seguaci del teologo inglese J.N. Darbye perciò detti anche darbisti, attivi a Sanremo presumibilmente fin dal 1870), la Scuola continuò a funzionare per oltre 50 anni, sotto la tutela della comunità valdese ed ebbe, tra i suoi allievi, Italo Calvino che la frequentò dal 1929 al 1933.
Tra i benefattori della medesima, merita ricordare Mr. James Gordon Oswald (1819-1897), peraltro ricordato da una lapide all’ingresso della Casa valdese, che fu seguace del teologo J.N. Darby e che poi aderì alla Chiesa valdese, occupandosi in modo particolare dell’opera di educazione scolastica.

Tra i personaggi stranieri che ebbero un’importante influenza nello sviluppo della comunità valdese spicca certamente la tedesca Carolina Elena Laura Heye (1830-1906), chiamata dai sanremesi suor o sorella Laura, la quale – cristiana fervente e animata da spirito ecumenico – una volta giunta nella Città dei Fiori per motivi di salute, diventò ben presto zelante e generosa sostenitrice di varie opere ed istituzioni locali. E fu proprio per mezzo del notevole lascito di suor Laura che, su un ampio terreno resosi disponibile e messo in vendita alla fine del 1903, all’angolo di via Carli e di via Roma – dove prima sorgeva la chiesa anglicana di San Giovanni Battista, andata distrutta in un incendio e ricostruita altrove – fu possibile costruire la casa valdese, le aule scolastiche, i locali per le attività giovanili, l’alloggio del pastore, ma anche e soprattutto il tempio il cui progetto fu commissionato all’architetto Giovenale Gastaldi con la consulenza tecnica dell’ingegnere Liborio Coppola, membro del Comitato di Evangelizzazione.
Nel frattempo, nel marzo del 1901 entrò a far parte ufficialmente della comunità valdese di Sanremo Ugo Janni, già sacerdote della Chiesa vecchio-cattolica o cattolica riformata la quale nella Città dei Fiori poteva contare 39 membri e 9 catecumeni, e che si riuniva in via Principe Amedeo (oggi via G. Mameli). Anche i membri della Chiesa vecchio-cattolica di Ugo Janni confluirono con lui nella preesistente Chiesa valdese che si riuniva in via Umberto – dove stava anche la Scuola – sotto la guida di Giovanni Petrai.

Il tempio venne inaugurato venerdì 22 novembre 1907. La domenica seguente venne celebrato il primo culto con predicazione del pastore Teofilo Gay, giunto dalle Valli Valdesi. In quell’occasione venne anche scoperta la lapide in memoria di Laura Heye.
      Per quasi quattro decenni Janni restò a Sanremo come pastore e accompagnò la sua comunità sino alla morte avvenuta nel 1938. Intensa fu l’opera di evangelizzazione da lui compiuta, anche attraverso la pubblicazione di importanti opere storico-religiose e teologiche ed una costante attività di conferenze aperte al pubblico.
       Le Scuole continuarono la loro opera fino al 1935 quando furono chiuse per disposizioni del regime fascista. La Chiesa valdese di Sanremo ebbe a soffrire duramente per le vicende della
Seconda Guerra Mondiale, con la devastazione dei locali a seguito di incursioni aeree.
       Dal dopoguerra ai giorni nostri la Chiesa valdese della città ligure ha conosciuto alterne vicende e fortune; oggi prosegue fiduciosa il suo cammino verso un avvenire di testimonianza evangelica, non senza – e malgrado – le difficoltà dei tempi moderni di convulsa e globale secolarizzazione. Intrattiene ottimi rapporti con le altre chiese cristiane presenti sul territorio ed ospita periodicamente conferenze e concerti.

Queste informazioni sono tratte dal saggio di A. GUGLIELMI MANZONI , Ugo Janni a Sanremo. Una grande testimonianza di ecumenismo cristiano, Philobiblon  Edizioni,  Ventimiglia (Im) 2007. All'interno dei capitoli si trova un ricco apparato bibliografico con indicazione di testi (molti dei quali fuori commercio ma consultabili presso biblioteche locali) e alcune segnalazioni di articoli di riviste.

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