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Bordighera

Storia della nostra Chiesa

Le vicende della Chiesa valdese di Bordighera e della sua comunità sono legate all’opera di un gruppo di signori tedeschi. Nella seconda metà del secolo XIX fu segnalata in Germania, da alcune personalità cristiane, la mancanza di un’assistenza spirituale per tutti quei tedeschi che, recandosi periodicamente all’estero – chi in vacanza, chi per ragioni di salute – avvertirono comunque il bisogno di ascoltare e meditare l’Evangelo nella propria lingua madre.
Il progetto di assistenza spirituale, che poi si tradusse in realtà concreta, fu in tedesco definito, con espressione ormai desueta, Kurseelsorge.
L’Italia era, allora, tra le mete predilette dagli abitanti del centro e nord Europa per la varietà e bellezza del paesaggio, e per il suo clima temperato. La Riviera ligure e i laghi, in particolare, erano luoghi assai ricercati da convalescenti e persone affette da problemi respiratori. E proprio negli ultimi decenni dell’Ottocento facoltosi tedeschi, ma anche austriaci e svizzeri, comprarono terreni in rinomate località italiane, sul mare o vicino ai laghi.

Il 1° maggio 1895 il dottor Eduard Schuchardt di Francoforte comprò un terreno a Gardone, sul lago di Garda, e il 29 novembre 1901 un altro a Bordighera. Il 16 aprile 1896 fu la volta di Johann Karl de Neufville che acquistò un terreno a Nervi, vicino a Genova, e il 7 novembre dello stesso anno a Capri. Questi terreni furono comprati non per crearvi sontuose ville con piscine e campi da tennis, ma in vista di quel particolare e grandioso progetto da tempo accarezzato da un benestante signore di Francoforte, tale Moritz von Bernus.
Costui acquistò, infatti, il terreno di Bordighera e vi fece erigere una chiesa, la quale fu costruita dall’architetto Rudolph Winter, figlio del famosissimo e già menzionato Ludwig, su disegno degli architetti Beppler e Kreppe, e fu inaugurata il 20 marzo 1904.      L’edificio, sito nell’attuale via Vittorio Veneto, è ancora oggi luogo di culto: vi tiene regolari culti la comunità valdese ogni domenica alle ore 11,00.

Nel 1930 fu concluso un accordo tra l’associazione di Moritz von Bernus e l’
EKD (Evangelische Kirche in Deutschland che è l’organismo della chiesa evangelica in Germania) che già negli ultimi anni aveva contribuito a segnalare ed inviare pastori all’estero. Con questo accordo, l’Associazione di Francoforte cedeva i diritti sulle chiese di Bordighera, Capri, Gardone e Nervi al Comitato delle chiese evangeliche tedesche. Quest’ultimo si assumeva l’onere di sostenere economicamente le chiese e di organizzare i culti. L’accordo rimase in vigore ben oltre la Seconda Guerra Mondiale. Solo a partire dal 1954 fu modificato, tenuto conto anche dei sopraggiunti cambiamenti in ambito ecclesiastico in Germania e della nuova situazione in Italia. L’EKD si sarebbe occupato in misura sempre maggiore – come di fatto fece – di inviare pastori all’estero e di aiutare finanziariamente le varie chiese. Le quali, tuttavia, conformemente allo spirito del loro fondatore, non hanno mai voluto essere ‘proprietà esclusiva’ di tedeschi vacanzieri o convalescenti in arrivo dalla Germania, ma luoghi di incontro, di culto e di preghiera aperti a luterani, valdesi e cristiani di ogni parte d’Europa e del mondo.

Cenni storici sugli evangelici a Bordighera e dintorni

Non erano solo inglesi i turisti che approdarono nella Riviera ligure di Ponente alla fine dell’Ottocento: ci furono anche tedeschi e russi e, in misura minore, svizzeri, francesi e americani. Certo è, comunque, che la presenza inglese lasciò un segno vivo ed assai importante in questo angolo di Liguria, dal momento che i non pochi sudditi di Sua Maestà che qui si trovarono a transitare per poi, il più delle volte, soggiornarvi o stabilire la propria residenza, non solo goderono della piacevole tranquillità dei luoghi e dei salutari effetti del clima – specie nella stagione invernale – ma diedero un significativo impulso all’economia locale, favorendo il flusso turistico ed incentivando gli scambi commerciali: fecero costruire alberghi, ville con giardini, banche d’affari, sale da tè e campi da tennis, ma anche chiese e ricoveri, diventando promotori di vere e proprie iniziative filantropiche ad ampio respiro.

Alcuni di questi stranieri, in particolare, contribuirono a diffondere e a promuovere, presso la popolazione dell’estremo Ponente ligure, l’Evangelo secondo i princìpi della Riforma protestante. Tra i pionieri di nazionalità inglese del turismo a Bordighera occupa senza dubbio un posto importante Mrs. Boyce (1822 -1891), la cui opera riveste un grande valore soprattutto dal punto di vista evangelico e socio-culturale.
Fu proprio Mrs. Boyce che, nel 1866, fece costruire nelle immediate vicinanze di Bordighera, a Vallecrosia, la Villa ‘Bella Vista’, poi ribattezzata Poggio Ponente e oggi di proprietà dei Padri Somaschi che vi hanno una Colonia per ragazzi. La zelante signora inglese si impegnò socialmente a vantaggio della popolazione locale edificando, sempre nel 1866, nella zona di Vallecrosia detta del Torrione, una scuola (affidandone la direzione al maestro valdese Pons) e poi, nel 1869, l’‘Asilo’ evangelico chiamato ‘Boyce Memorial Home’. Oggi si direbbe Collegio: allora vi si insegnava, oltre all’Evangelo, a leggere, a scrivere e svariate attività manuali.

Davvero peculiare la vita di Mrs. Boyce, il cui vero nome da non sposata era Louise Georgiana Augusta Anna Murray, nata il 24 aprile 1822 a Mitcham, cittadina oggi compresa nella grande Londra. Figlia unica di un generale d’artiglieria, ebbe per padrino il duca di Wellington (il vincitore di Napoleone nella battaglia di Waterloo) e perse la madre, Lady Louisa di nobili origini, all’età di vent’anni. Poco tempo dopo la perdita della madre andò sposa a un ufficiale dell’esercito, il maggiore Henry Boyce. Se non che, solo dopo cinque anni, mentre si trovavano a Roma, il marito venne a mancare. La vedova, appena venticinquenne, fece ritorno in patria e si rinchiuse in un volontario e silenzioso isolamento. Passarono diversi anni, quando, nel 1862, un giovane pastore, il Rev. R. D. Graves e sua moglie vennero ad esercitare il loro ministero a Mitcham. Mrs. Boyce ascoltò alcuni sermoni e ne rimase intimamente toccata. Cominciò ad interessarsi alla vita di chiesa e a visitare gli infermi. Tre anni più tardi, il pastore Graves si ammalò: i medici gli consigliarono il clima della Riviera ligure. Mrs. Boyce, che conosceva già un po’ l’italiano, decise allora di accompagnare i coniugi Graves fino a Sanremo. Nell’inverno del 1864-1865, in un viaggio in diligenza da Nizza a Sanremo, Mrs. Boyce, in compagnia del Rev. Graves e della di lui consorte, si fermò per qualche giorno a Bordighera e soggiornò all’‘Hotel d’Angleterre’, il cui proprietario – uno svizzero di nome James Lozeron, sposato con una signora inglese – ebbe modo di intavolare interessanti conversazioni col pastore Graves.
Questi venne così a sapere che nei dintorni di Bordighera un gruppo di persone, abbandonato il cattolicesimo, ma animate da una sincera fede nell’Evangelo, cercavano una persona illuminata e di buona volontà con la quale trovarsi per continuare e approfondire il proprio cammino spirituale. Non passarono molti giorni che lo stesso Graves, avendo pensato proprio a Mrs. Boyce – che sapeva l’italiano ed era di fede protestante – le rivolse l’invito di fare lei da guida per quelle persone. Mrs. Boyce accondiscese e si trovò così, una domenica, a casa del ‘riformato’ sindaco di Vallecrosia Alessio Biancheri a leggere e a commentare un passo del capitolo terzo del Vangelo di Giovanni.

Nel 1873 la signora inglese Fanshawe Walker, grazie all’aiuto economico del connazionale Charles Henry Lowe – altro munifico benefattore inglese che, nel 1902, donò al Comune di Bordighera un terreno sito in via Bischoffsheim, ora via Vittorio Veneto, da utilizzare come giardino pubblico – fece costruire nel giardino della sua abitazione di Bordighera (Villa Rosa) una cappella anglicana, suddivisa in tre navate separate tra di loro da grandi pilastri, che fu detta ‘chiesa di Tutti i Santi’  (All Saints Church). La piccola chiesa fu ampliata nel 1883 ed anche nel 1890, fino a raggiungere le odierne dimensioni. Attualmente non è più luogo di culto: divenuta proprietà comunale nel 1984, è da allora adibita a centro culturale ed ospita mostre, conferenze, concerti e spettacoli teatrali.  
Il culto anglicano fu officiato per la prima volta nel 1863 in una stanza del già citato ‘Hotel d’Angleterre’. Il Rev. Henry Sidebotom arrivava ogni sabato da Nizza a Bordighera con la sua diligenza a cavalli. Nel 1864, per volontà del vescovo di Gibilterra, fu nominato pastore regolare della piccola colonia britannica di Bordighera. Dal 1865 al 1873 il culto fu celebrato all’interno dell’‘Hotel Lozeron’, poi divenuto ‘Hotel du Parc’.

Queste informazioni sono tratte dal saggio di A. GUGLIELMI MANZONI , Ugo Janni a Sanremo. Una grande testimonianza di ecumenismo cristiano, Philobiblon  Edizioni, Ventimiglia (Im) 2007. All'interno dei capitoli si trova un ricco apparato bibliografico con indicazione di testi (molti dei quali fuori commercio ma consultabili presso biblioteche locali) e alcune segnalazioni di articoli di riviste.

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